MA QUALI QUOTE ROSA… GUAI GROSSI PER IL PD: CAOS ELEZIONI, STOP ALLE CANDIDATE TRANS

MA QUALI QUOTE ROSA… GUAI GROSSI PER IL PD: CAOS ELEZIONI, STOP AI CANDIDATI TRANS

Bella la parità di accesso, giusta la parità di accesso, moderna la parità di accesso. E però non scevra di qualche imprevisto collaterale. Come quello in forza del quale i candidati transessuali alle imminenti amministrative rischiano di vedersi i voti di preferenza annullati per legge.

Passo indietro. Dal 2012 è in vigore la legge sulla cosiddetta doppia preferenza di genere. Oltre ad obbligare i partiti a mettere in lista un numero pari di uomini e donne, la legge dispone anche la possibilità per l’ elettore di esprimere una seconda preferenza, purché destinata a candidato di sesso differente da quello della prima. Se hai votato un uomo la seconda preferenza dovrà obbligatoriamente andare ad una donna e viceversa. Chi, per dolo o colpa, dovesse indicare due candidati dello stesso sesso si vedrebbe annullare la seconda preferenza, fatti salvi il voto alla lista ed al primo candidato.

vienna elezioni

Nonostante la freschezza, la legge fallisce però nel fare i conti con la modernità: nello specifico, coi candidati transessuali. Il vuoto normativo consiste nel non averne previsto l’ incasellamento di genere né di avere approntato lo strumento all’ uopo.
E non sapendosi se il candidato trans vale come uomo o come donna, non si sa nemmeno l’ accoppiamento di preferenza atto a non farsi invalidare il voto. In ticket col trans, chi si può scegliere e chi no?

Il problema è stato sollevato ufficialmente da Alessia Rossini, al secolo Alessandro Campanella. Costei, candidata a Roma nella lista “Laici, civici, socialisti” che appoggia l’ aspirante sindaco del Pd Roberto Giachetti, si è rivolta direttamente al ministro degli Interni Angelino Alfano chiedendogli di emanare al più presto «una circolare che indichi agli scrutatori come considerarci».

Va detto che il problema non pare essere di competenza esclusiva della Rossini. La rappresentanza trans nelle liste delle amministrative 2016 è infatti più nutrita di quanto si potrebbe immaginare. A Napoli sono in lizza ben sette candidate trans – una per municipalità – che sostengono il sindaco uscente Luigi De Magistris. Per il consiglio comunale di Battipaglia corre Adriana Simeone (registrata però come Adriano per via della normativa vigente che impedisce il cambio anagrafico di genere fino al completamento del percorso operatorio). A Caserta il candidato di sinistra Francesco Apperti può contare su Laura Sciaudone, prima candidata trans nella storia cittadina.

Lettera Donna 31-05-2016

«SONO LA MUTANTE DELLA POLITICA» di Matteo Innocenti (Lettera Donna)

di Matteo Innocenti

La trans Alessia Rossini, candidata a Roma in una lista che sostiene Giachetti, crede che per ripartire la Capitale debba tornare a vivere di notte. Magari grazie all'aiuto di due supereroi.

alessia rossiniIl suo nome è piuttosto famoso nella Capitale, ma la scheda elettorale potrebbe causare momenti di confusione. Tra i tanti candidati al consiglio comunale di Roma c’è anche Alessia Rossini, transessuale proprietaria del club privè Bad Romance, in corsa con la lista ‘Laici Civici Socialisti. Una rosa per Roma – Giachetti sindaco’. Visto che all’anagrafe risulta ancora come Alessio Campanella, il suo nome potrà essere abbinato, in virtù della doppia preferenza di genere, solo a quello di una donna, pena l’annullamento del voto: «Ho parlato con Monica Cirinnà e mi ha consigliato di farmi votare singolarmente per non indurre l’elettore all’errore», spiega a LetteraDonna. Profonda conoscitrice della nightlife di Roma, pensa che la sua città possa ripartire proprio dall’economia notturna, complementare a quella diurna. Ma c’è molto da lavorare perché, se nel fine settimana la Capitale vive di aperitivi, cene fuori e nottate nei locali del centro, negli altri giorni è vuota, quasi morta, racconta. Colpa di un servizio di trasporto pubblico che dovrebbe funzionare 24 ore al giorno. Cambiare Roma sembra una missione da supereroi. Ma, fa notare Alessia, lei in fondo un po’ lo è.

alessia mutantiDOMANDA: Lei è proprietaria di un noto club privè. Si è candidata perché glielo ha chiesto qualche politico cliente del Bad Romance? 
RISPOSTA: No no (ride, ndr). Però dal mio locale è nata la volontà di cambiare Roma quando mi sono accorta che avevo sempre meno clienti, specie dal lunedì al giovedì. Dopo gli attentati del 13 novembre, in particolare, c’è stato il vuoto assoluto. Una mattina mi sono svegliata e ho detto al mio ragazzo: «O cambio città o cambio Roma. E ho scelto al seconda possibilità».
D: La lista, lo suggerisce il nome, è laica e socialista. Sono state sempre queste le sue idee politiche?
R: Mi sto riscoprendo più socialista che mai. Se la società funziona ne trae beneficio il privato. Siamo stati anni a privatizzare, ora è tempo di far rifiorire gli organici pubblici. Ci sono tante cosa da fare a Roma, soprattutto per il trasporto pubblico e la sicurezza. Nel mio programma c’è la reintroduzione del fattorino sugli autobus, perché così tutti pagherebbero il biglietto e si sentirebbero più sicuri, conducente compreso.
D: La sicurezza è un problema serio nella Capitale?
R: A Roma purtroppo ormai la gente ha paura, anche se devo dire che polizia e carabinieri sono sempre veloci ed efficienti. Ma sono troppo pochi. Servirebbero delle auto di pattuglia nei singoli quartieri, per dare sicurezza ai cittadini anche di notte.
D: Proprio la vita notturna è la centro del suo programma. 
R: Esatto. Se l’economia notturna si blocca, succede lo stesso a quella diurna. La città deve tornare a vivere anche dopo mezzanotte con un servizio di trasporto pubblico attivo 24 ore su 24. Invece si spegne alle 23.30. Lo so perché abito vicino alla stazione di Roma Ostiense e vedo che a quell’ora tutti si affrettano per prendere l’ultimo treno. E poi i locali rimangono vuoti. Magari si potrebbero ridurre i vagoni, ma i treni dovrebbero viaggiare tutta la notte, specie in estate lungo la tratta per Ostia. Ci sarebbero anche meno morti sulle strade.
D: I turisti come reagiscono di fronte a questo mancato servizio?
R: Rimangono scandalizzati, lavoro molto con gli stranieri e non si capacitano del fatto che Roma sia vuota di sera. E pensare che la città sta correndo per le Olimpiadi del 2024. Anche tenere i musei aperti fino a mezzanotte sarebbero una bella iniziativa per chi visita la città.
D: Roberto Giachetti è l’uomo giusto per cambiare Roma?
R: Ha appoggiato le unioni civili, quindi è già il mio candidato ideale. Poi ha anche sposato le mie idee sulla città di notte.
D: Alfio Marchini invece ha già detto che non ha intenzione di celebrare unioni civili.
R: Roma deve per forza rimanere provinciale? In città arriva gente da ogni parte del mondo, ma evidentemente devono venire solo per vedere i monumenti, senza essere liberi, se omosessuali, di darsi un bacio. Le persone cercano anche libertà culturali e invece Marchini vuole tornare al passato.
D: Che ne pensa di Virginia Raggi? 
R: Lei non si espone mai… Comunque, al momento di candidarmi pensavo di farlo con il M5s, poi ho visto che da destra e da sinistra avrebbero votato per loro. Mi è sembrata una gran confusione. Allora mi sono buttata su uno schieramento più comprensibile, e sul sociale.
D: Immagino non sia poi una grande fan di Giorgia Meloni.
R: In realtà mi piace, è appariscente e simpatica. Però non condivido le sue idee, soprattutto quelle sulle unioni civili. È una fanatica della famiglia ma, lo dico da cristiana, ci deve essere la libertà di scelta. C’è chi sceglie il matrimonio e chi no. Ognuno poi deve poter sposare chi vuole.
rossini votaD: Le unioni civili ormai sono una realtà. Lei sta già pensando al matrimonio?
R: Se amo una persona non ho bisogno di un documento che lo dimostri, ma le unioni civili sono un traguardo molto importante. Penso proprio che mi sposerò… e il mio compagno lo sa, gliel’ho già detto (ride, ndr). Sono cinque anni che stiamo insieme.
D: Chissà Mario Adinolfi che ne pensa…
R: Di sicuro vuole farmi chiudere il club. Lo ha scritto su Facebook quando ha saputo che mi ero candidata.
D: Più cattolico del papa. A proposito, le piace Francesco?
R: Trovo che si favoloso, un illuminato. Credo che sia un gesuita carico di buonsenso, energia e ottimismo. Davvero un grande papa.
D: A proposito, lei è socialista, ma anche cristiana. Da credente, come ha vissuto la sua transessualità?
R: Considero la mia transizione come una croce da portare. Ho deciso di essere libera e di affrontare il giudizio altrui. Fortunatamente ho una fisicità che mi permette di passare inosservata, ma ora con le elezioni ho dovuto spiattellare a tutti chi sono. Anche ai vicini che non sapevano niente di me,perché mi sono dovuta candidare come Alessio. Ma pazienza.
D: Però lei gioca su questa cosa. Per spingere la sua candidatura ha scritto: «I mutanti esistono. Il cambiamento è in arrivo». 
R: Ogni supereroe ha un’adolescenza sfigata da cui trae forza, proprio come me. Sono andata a vedere il film sugli X Men e mi riconosco nella loro storia, perché non sanno dove metterli. Mettiamola così: io sono la mutante che si unisce a Giachetti, alias Jeeg Robè. Magari insieme riusciamo a fare qualcosa per Roma.

"Io e la doppia preferenza donna-trans"

Parla Alessia Rossini (Alessandro all’anagrafe) candidata per Giachetti Il programma: "Lavoro, vita notturna e rimettiamo il bigliettaio sui bus"

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«Sono cristiana e dico: non giudicare»: la trans Alessia Rossini, all’anagrafe Alessandro Campanella, si presenta nella lista «Laici Civici Socialisti. Una Rosa per Roma-Giachetti sindaco». E a chi le domanda: «Laica e cristiana?» Risponde: «Sì, perché l’Italia è ancora un paese libero, sicuramente sono cristiana e socialista».

Alessia Rossini, lei, proponendosi con Barbara La Rosa sfrutta la doppia preferenza di genere. Ma con due nomi femminili, come è possibile?

«Io sono una persona che ha fatto un cambiamento di genere, ma soprattutto sono una persona. Che ha intrapreso un percorso, doloroso, impegnativo, riflessivo e coraggioso».

Da quanto tempo?

«Circa dieci anni».

Sulla lista si presenta come Alessandro Campanella detto Alessia Rossini, non teme che questo possa confondere l’elettore?

«Alessandro Campanella non lo conosce più nessuno, per chi mi conosce, ormai da anni, sono Alessia».

Come è nato il collegamento con Barbara La Rosa?

«Barbara mi sta simpatica, parlando ci siamo organizzate insieme. Ognuna ha le sue idee da proporre, lei è comunque una persona capace e ha accettato la proposta».

Lei di cosa si occupa nella vita?

«Di mestieri ne ho fatti tantissimi, ho lavorato nella Federazione Nuoto del Coni, dalla quale mi sono dovuta allontanare, quando ho iniziato il cambiamento. Ho studiato come attore, sono cantante, ero un tenore, ho fatto l’adeguamento vocale e ora sono un mezzosoprano; ho realizzato fotografie di scena, ho un brevetto da assistente bagnanti; ho lavorato come meccanico, quando avevo 15 anni e ho anche corso in moto».

E oggi?

«Per il momento ho un club privé, l’ho creato con le mie mani, anche perché tanti, quando conoscono il tuo nome reale cominciano a fare gli scemi. Quando presenti il documento ricadi nel pregiudizio, c’è chi ti fa i complimenti e chi ti giudica. Allora mi sono creata io la mia alternativa lavorativa: un club privé per persone libertine, il Bad Romance Club Privè, a Testaccio».

Quanto si è sentita discriminata, nella vita?

«Non mi interessa, io vado dritta come un treno e mi rendo conto che altre persone possono non capirmi, non sono una di quelle che si piangono addosso. Ho degli obiettivi e se scendo in politica è perché a Roma ci sono problemi gravi, pratici e funzionali».

Che problemi?

«Il sistema metropolitano sta bloccando l’economia notturna, i locali non offrono più opportunità lavorative ai giovani perché sono vuoti; le persone non possono uscire perché i ventenni non hanno più la macchina, come negli anni Novanta. C’è la crisi, ma il biglietto di un treno i giovani potrebbero anche permetterselo, come quello della Roma Lido, che però è fermo, così come tutta la tessitura ferroviaria che durante la notte blocca un sistema economico e la libertà del cittadino. Roma è una città stupenda, ma invidiamo Berlino o New York perché lì funziona tutto. Allora facciamo funzionare tutto anche qui».

E poi?

«Musei aperti anche di notte, con una metropolitana che funziona, offrire svago, perché oggi tutti pensano solo al dovere, ma non c’è solo quello. E da subito mettere i bigliettai su bus e tram, garantendo introiti e nuovi posti di lavoro».

Antonio Angeli

 

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